Abuja, (TMNews) - Uccisi per un malinteso. Picchiati e bruciati vivi perché scambiati per ladri. In Nigeria la follia della giustizia sommaria ha il volto sanguinante e terrorizzato di questi 4 studenti universitari."Non voglio ricordare tutto questo, non voglio. Mio figlio non c'è più".Chinwe Biringa, madre di una delle vittime, Chiadika, trova la forza di raccontare quanto accaduto. I 4 erano andati in un villaggio, Aluu, per aiutare un amico a recuperare dei soldi dati in prestito. E' bastato un attimo, sono stati scambiati per ladri e aggrediti"."Un ragazzo ha dato l'allarme. 'Rapinatori armati' urlava. E invece erano solo ragazzi innocenti".A questo punto sarebbe bastato l'intervento della polizia per risolvere tutto in pochi minuti. Non in Nigeria, dove nessuno chiama gli agenti, considerati più pericolosi degli stessi criminali, corrotti e conniventi. Così è entrata in azione una delle tante bande di vigilanti che gira per i villaggi, con un'unica legge, quella della violenza.Li hanno spogliati, picchiati con bastoni e coltelli e poi hanno appiccato il fuoco. Per questo omicidio sono state arrestate 13 persone, sono seguite proteste indignate, sono arrivate denunce di altri episodi. Chinwe, ha deciso di parlare perché qualcuno metta fine a questa violenza insensata."Io voglio che il mondo sappia che non hanno ucciso solo mio figlio ma anche me" dice, ma la sua denuncia, senza uno stato di diritto e un cambiamento radicale nelle forze di polizia, è destinata a rimanere un grido inascoltato.