Reggio Calabria (TMNews) - "Noi possiamo affermare che la 'ndrangheta esiste in Lombardia e Piemonte da almeno 40 anni". Non usa mezzi termini Nicola Gratteri, procuratore aggiunto della repubblica di Reggio Calabria, scrittore e da anni in prima linea nella lotta contro la malavita organizzata. Quello che fino a non molto tempo fa era additato, da alcuni, come una boutade giornalistica, adesso è una realtà comprovata da fatti e da indagini. "Da decenni, ormai - spiega - vi sono state indagini che hanno portato ad affermare la responsabilità di centinaia di 'ndranghetisti che hanno costituito dei locali di 'ndrangheta cloni di quelli delal provincia di Reggio Calabria nell'hinterland milanese e nella cintura torinese".Nel corso degli anni, ha spiegato il magistrato, le 'ndrine si sono specializzate divenendo sempre più forti. Guadagnano non solo con le estorsioni o lo spaccio di droga ma anche con vere e proprie speculazioni finanziarie e gli affiliati ormai sono laureati, incensurati, girano in doppiopetto, fanno accordi con la politica, presentano, insomma, una faccia pulita per nascondere il marcio che hanno dentro."Oggi - spiega - sono i capimafia che ricevono a casa loro i politici e i candidati che chiedono pacchetti di voti in cambio di appalti, questa è la prova di forza, in questo momento della 'ndrangheta".Chiaro il riferimento ai recenti fatti di cronaca che hanno coinvolto alcuni esponenti politici lombardi. Dal ritratto di Gratteri esce un quadro chiaro della 'ndrangheta, senza scrupoli né ideologie, interessata solo al potere e al denaro; difficile ma non impossibile da combattere. Una lotta che deve vedere impegnate soprattutto le nuove generazioni alle quali il procuratore ha voluto lanciare un appello accorato: "Studiate - conclude - e non vi fermate al 18-20. Se oltre non andate lasciate subito l'Università, vuol dire che non fa per voi. Laurearsi con 5-6 anni di ritardo con voti minimi vuol dire essere destinati a stare dietro la porta di faccendieri e di galoppini".