Atareb, (TMNews) - La guerra civile siriana si combatte casa per casa, nelle strade e nei vicoli. Come dimostrano le distruzioni inflitte ad Atareb, una volta uno dei più attivi mercati della Siria nordoccidentale. Ora è un'ombra spettrale, distrutta dai tiri di artiglieria, praticamente deserta a parte le milizie ribelli e un pugno di residenti ancora sotto choc. Questa strada è stata soprannominata "il corridoio della morte" perché chiunque vi si avventurava si trovava sotto il fuoco. Come dimostrano le postazioni dei cecchini."Mio fratello è prigioniero dei militari, l'hanno catturato qui durante una battaglia - racconta questo insorto - Mio cugino è stato ucciso da un cecchino che lo ha colpito alla testa".Atareb domina un incrocio strategico, a una trentina di chilometri da Aleppo. I ribelli l'hanno strappata alle forze di Assad dopo mesi di sanguinosi combattimenti.I militari in ritirata si sono lasciati alle spalle un piccolo cimitero di veicoli incendiati. E una serie di graffiti che promettono: "Assad o la distruzione totale".In questa città fantasma e sconvolta regnano ormai solo dolore, paura e rabbia. Come raccontano le drammatiche immagini di un prigioniero nelle mani dei ribelli che implora pietà. Il suo destino è ignoto. Forse è diventato un altro corpo disarticolato sulla strada, destinato a calcinarsi al sole nel fiume di sangue di un paese dilaniato.