Catania, (TMNews) - La natura è testarda, ancora di più quando le condizioni si fanno estreme. E' il caso dell'Etna, dove i fiori non si arrendono ad eruzioni e brandelli di lava, ma tornano dopo ogni esplosione di lapilli. Qui in particolare nel monte Salto del Cane risalta per bellezza il maggiociondolo un fiore giallo dall'arbusto velenoso che ha trovato qui il suo habitat naturale, a quasi 1500 metri d'altezza. Il professore Luigi Lino del Fondo siciliano per la natura parla di una flora esplosiva, in grado di rigenerarsi dopo le eruzioni:"Una volta finita l'eruzione ritorna la vita Come nasce la vita sull'Etna, prima nascono le piante più umili, quelle paritarie, comincia il degrado, poi le piante pioniere, poi quelle arbustifere e poi cominciano le piante arboree, quindi c'è una successione".Ritmi scanditi sempre uguali da secoli che solo la mano dell'uomo può rovinare.