Napoli (TMNews) - Protestano le donne dei clan napoletani, inveiscono contro le forze dell'ordine che nel cuore della notte portano via mariti e familiari, sospettati, tra l'altro, di associazione mafiosa e tentato omicidio aggravato da odio razziale. L'accusa è infamante anche per un camorrista: questi uomini nel 2010 avrebbero dato fuoco a un campo nomadi nella zona est di Napoli per impedire ai bambini Rom di frequentare la stessa scuola dei loro figli. Per questo motivo, nella zona di Ponticelli, sono stati arrestati 18 presunti esponenti del clan camorristico Casella-Circone. Un blitz che proprio non è piaciuto alle "pasionarie" del quartiere.Nel corso delle loro indagini, gli inquirenti hanno anche accertato diverse attività malavitose in cui erano coinvolti i boss fermati. Affari che vanno dall'estorsione a imprenditori e commercianti della zona, alla ricettazione, al riciclaggio di auto rubate. I 18 fermati sono stati portati in carcere, a disposizione dell'autorità giudiziaria.