Napoli (TMNews) - Foglie gialle e secche; cronaca di un autunno prematuro, nocivo per frutta e verdura che, a causa della siccità, rischiano di sparire dalle tavole degli italiani. Ma a Terzigno, nelle campagne del Napoletano dove c' è una famigerata discarica, il caldo c'entra poco; qui la terra è arida soprattutto per la scarsa disponibilità di pozzi d'irrigazione, inutilizzabili, sequestrati o vietati a causa dell'inquinamento delle falde acquifere. Risultato: circa l'80% dei prodotti agricoli rischia di andare perduto."La vendemmia non va avanti - dice un contadino - i pomodori non vengono perché ci manca l'acqua. E' tutto infettato qui per la discarica e poi non piove... (fa spallucce)La situazione, secondo l'Arpac che monitora i livelli d'inquinamento, è drammatica, con "anomale concentrazioni di ferro, manganese, fluoruri e nichel, presenti nel sottosuolo a partire dal 2004-2006": probabilmente sono la conseguenza del percolato proveniente dalla vicina discarica ma non solo, si pensa infatti anche alla presenza di numerosi siti abusivi e incontrollati che nel corso degli anni hanno avvelenato il terreno e l'acqua. Una condizione che ha portato le autorità locali a emettere un'apposita ordinanza che vieta l'uso dei pozzo per irrigare i campi.