Il Cairo (TMNews) - L'Egitto con il fiato sospeso. Con una mossa a sorpresa che ha stupito anche la comunità internazionale, il nuovo presidente egiziano Mohammed Morsi ha rimosso l'uomo forte dell'esercito, il ministro della Difesa Mohamad Hussein Tantawi, insieme ad altri rappresentati del vertice militare del Paese. Lo scontro tra i militari e la nuova dirigenza islamista, uscita dopo il trionfo alle elezioni dei Fratelli musulmani e del fronte salafita, sembra giunta a un punto di non ritorno.Il braccio di ferro prende le mosse dopo la decisione della Corte costituzionale egiziana di invalidare i recenti risultati elettorali, un vuoto di potere in cui i militari si sono inseriti dichiarando di voler assumere il potere legislativo e amministrativo- finanziario sino all'elezione di un nuovo Parlamento. Ora la mossa di Morsi prende l'esercito in contropiede. È la prima vota nella storia politica egiziana che un politico civile liberamente eletto contrasta apertamente le decisioni dell'establishment militare.Mosri all'Università di Al-Azhar del Cairo ha dichiarato che le decisioni non sono dirette contro un ambiente o un'istituzione precisi ma che sono state assunte solo "per il bene della nazione".La domanda che ora tutti si fanno è potenzialmente drammatica per i rischi di "libanizzazione" dell'Egitto e di tutto il Medioriente: i militari accetteranno senza reagire la nuova mappa del potere o decideranno di rispondere, e come, alla sfida lanciata?