La febbre da fine del mondo fa infuriare il Nobel per la Pace Rigoberta Menchu in Guatemala, dove quasi la metà della popolazione discende dagli antichi Maya. La pacifista che ha dedicato la vita alla difesa dei diritti degli indigeni vede nell'euforia intorno al 21 dicembre l'ennesimo sfruttamento della sua terra, la commercializzazione di un'eredità culturale e spirituale. "Ci sono due tipi di celebrazioni. Quella autentica dei Maya il mondo non la vedrà perché fa parte della nostra vita privata. Noi andremo a salutare il nostro padre sole e lo faremo in molti modi differenti". Il 21 dicembre infatti in Guatemala si festeggerà una data importante: non certo la fine del mondo, ma il solstizio d'inverno. I turisti però stanno accorrendo in massa per assistere a quello che in realtà per i Maya era semplicemente la fine di un calendario e l'inizio di un altro. Il governo ne ha approfittato per organizzare eventi in molti siti archeologici. "A me non interessa quello che fa il governo, il ministro del Turismo o della Cultura. Non ci importa. Quello che ci interessa - conclude Rigoberta - è il grado di spiritualità con cui celebreremo quel giorno".(Immagini Afp)