Tunisi, (TMNews) - La Tunisia punta al rilancio del turismo per superare il periodo di crisi accentuato dalla rivoluzione che ha portato alla caduta di Ben Alì. Un settore, dice il ministro del Turismo tunisino, Elyes Fakhfakh, che contribuirà a combattere la disoccupazione e a recuperare terreno a livello economico. "Abbiamo avuto 7 milioni di turisti nel 2010 e 400mila dipendenti impiegati in questo settore che può essere da traino all'economia", dice il ministro. "Il nostro obiettivo è di arrivare a 6 milioni nel 2012. E a partire dal 2014 attirare altri turisti. Questi due anni ci serviranno per rilanciare il settore".L'Italia era il terzo Paese come numero di turisti che giungevano in Tunisia, prima della Rivoluzione del Gelsomino. Oggi è scivolata al quinto posto. Ma il ministro annuncia che verrà firmato a breve un accordo di collaborazione fra i due Paesi per uno scambio di tecnologia e per la valorizzazione storico culturale della Tunisia.La situazione nel Paese nord-africano è ora tranquilla e i turisti possono cominciare a tornare. Non solo località balneari, ma anche siti archeologici da visitare, come le rovine romane di Cartagine, gli acquedotti di Adriano lunghi 138 chilometri, il piccolo villaggio di casette bianche e celesti arroccato sul Golfo di Tunisi, Sidi Bou Said, le moschee e i minareti che svettano nella capitale, oltre al lungomare di Hammamet.