Roma (TMNews) - "Non sono un evasore, né sto togliendo il lavoro a nessun italiano, io voglio solo venire in Italia a vedere una partita, a vedere un amico perché ne ho lasciato tanti".Ha l'aria dimessa e quasi stanca Diego Armando Maradona, mentre a Roma spiega ai giornalisti italiani la scelta di chiedere addirittura l'aiuto dell'Unione europea per risolvere la sua vicenda con il fisco italiano. Un debito con l'erario di 40 milioni di euro evasi - questa è l'accusa - ai tempi in cui l'ex pibe de oro, segnava goal e vinceva scudetti con la maglia numero 10 del Napoli."Quei soldi non ce li ho e nemmeno li ho mai guadagnati - ha detto la mano de Dios - io giocavo solo a calcio, erano Ferlaino e Coppola che si occupavano dei contratti. Adesso però loro sono liberi e a me, quando vengo, sequestrano gli orecchini"."A volte non ho voglia di venire perché se sono perseguitato è meglio rimanere a casa".A supportare Maradona in questo nuovo capitolo della sua battaglia contro il fisco italiano, caldeggiando l'appello all'Unione Europea, il suo legale Angelo Pisani e l'europarlamentare di centrodestra, Crescenzo Rivellini"Se la risposta, come noi speriamo, sarà positiva, ne salveremo uno per salvarne cento".Con i giornalisti Maradona ha parlato però anche di calcio e naturalmente del Napoli, non lesinando complimenti a Benitez. Lo scudetto ora non è alla portata di questa squadra - ha detto - ma l'allenatore è quello giusto e mi piace molto il progetto voluto da De Laurentiis".(Immagini Afp)