Bamako, (TMNews) - Crimini di guerra compiuti da "barbari ignoranti" che agiscono nel nome dell'Islam che ne è del tutto estraneo. E' questo il giudizio dei maliani e del procuratore del tribunale penale internazionale sulla furia qaedista abbattutasi contro i santuari musulmani di Timbuktu città nel nord del Mali dichiarata capitale di un califfato islamico. Il procuratore della Corte penale internazionale, Fatou Bensouda lancia un duro monito: "Il mio messaggio a chi compie questi atti criminali è chiaro: la distruzione dei luoghi religiosi è un crimine di guerra". A mobilitarsi contro la barbara distruzione dei mausolei anche intellettuali e esponenti della vita culturale: "Questi beni appartengono a tutta l'umanità, sono l'orgoglio dell'Africa e per il Mali sono un punto di riferimento culturale: certamente il più importante simbolo di unità nazionale". Afferma Islamilia Traore, uno scrittore che non nasconde la sua rabbia: "Questo è un atto ignorante, barbaro e cieco di un fondamentalismo che usa l'Islam solo come una scusa". Per i seguaci di Osama bin Laden invece è proibita ogni forma di adorazione politeista, che metta cioè accanto a Dio altri 'santi'. (Immagini Afp)