New York (TMNews) - Sono passati pochi mesi dal colpo di Stato alle Maldive, quando il primo presidente democraticamente eletto nella storia dell'arcipelago tropicale, Mohamed Nasheed, è stato destituito con la forza. Nel frattempo l'attenzione dei media internazionali si è molto allentata, e della situazione alla Maldive ora quasi non si parla più. Nasheed però, con la tenacia tipica di un ex prigioniero politico, non demorde e da New York, dove si è recato per presentare un documentario sul proprio Paese, rilancia la sua battaglia e accusa l'attuale governo di Malè."Il governo - spiega Nasheed - è composto dalle persone che hanno compiuto il golpe e che hanno tentato di uccidermi, è normale che neghino di averlo fatto". L'ex presidente parla apertamente di una nuova possibile dittatura e rimprovera l'Occidente. "E' difficile capire - denuncia Nasheed - perché gli Stati Uniti abbiano riconosciuto così rapidamente e senza problemi il nuovo governo.Il futuro dell'ex capo di Stato, comunque, è ancora alle Maldive, dove Nasheed sta per tornare. "Io credo - ha concluso - che il popolo delle Maldive non permetterà che io venga arrestato. Abbiamo un forte sostegno popolare e la gente ha manifestato per settimane dopo il colpo di Stato. Non è assolutamente importante che io torni al potere, quello che conta è che ci siano libere elezioni".