Genova, (TMNews) - "La forza della mafia sta fuori dalla mafia". Lancia un messaggio forte e chiaro il fondatore di Libera Don Luigi Ciotti da Genova davanti a oltre 100mila persone che hanno partecipato alla manifestazione in occasione della "Giornata della Memoria e dell'Impegno per ricordare le vittime innocenti di tutte le mafie", che cade ufficialmente il 21 marzo. Per sconfiggere la mafia bisogna tagliare i fili che la legano alla società, all'imprenditoria alla politica e in alcuni casi anche alla Chiesa."Allora sia chiaro che i mafiosi sono fuori dalla comunione della Chiesa", ha detto Don Ciotti.La complicità è il nodo fondamentale da sciogliere anche per il procuratore capo di Torino Gian Carlo Caselli, presente alla manifestazione."E' la cosiddetta zona grigia che va contrastata con la stessa determinazione. Invece sul versante della complicità c'è molta timidezza, molta fragilità, poca determinazione".Il segretario della Fiom, Maurizio Landini, sottolinea le conseguenza dell'illegalità sull'economia."La legalità è un valore e il lavoro con diritti è la condizione della legalità, ma oggi siamo di fronte al fatto che buona parte dell'economia reale del nostro Paese è in mano alla malavita organizzata".La giornata contro la criminalità organizzata si è conclusa al porto antico di Genova dove sono stati letti i nomi di 900 vittime delle mafie.