Milano (TMNews) - Una lunga fila di sagome silenziose, sullo sfondo i binari del treno e il silenzio totale. La commediografa olandese Pauline Kalker ha scelto di raccontare così vita e morte nel campo di concentramento di Auschwitz-Birkenau: si intitola Kamp l'opera teatrale in scena a Cracovia, che racconta l'Olocausto senza l'uso di attori, ma portando sul palco tremila pupazzi. Un'idea nata per onorare la memoria del nonno, morto nel lagher nel 1943."Usando pupazzi come questi si possono portare in scena migliaia di personaggi e raccontare grandi eventi: volevamo rappresentare la macchina di morte che fu Auschwitz". In scena una piccola telecamera riprende i pupazzi, le immagini vengono proiettate su uno schermo. Il momento più toccante è la rappresentazione del forno crematorio: quando l'orrore raggiunge l'apice, il silenzio dice più di mille parole.Alla fine della performance il pubblico è turbato e incantato. "E' travolgente, i pupazzi sono così realistici, ero agghiacciato" racconta uno spettatore. "Non riesco a descrivere le mie sensazioni, la cosa migliore è il silenzio", dice un'altra spettatrice.Quando cala il sipario, si torna alla realtà: l'orrore è alle spalle, non il ricordo, che la compagnia tiene vivo portando lo spettacolo in giro per il mondo.(immagini Afp)