Delhi (TMNews) - "Mio figlio era andato al tempio dicendo che voleva comprare dei dolci da quelle parti. Ma là qualcuno lo ha rapito".Pinky Singh è una delle 50mila madri indiane che ogni anno devono piangere la scomparsa nel nulla dei loro figli. Un ragazzo tranquillo che studiava con profitto, Shivam rendeva orgogliosi i suoi genitori che lo hanno cercato ovunque dopo averne denunciato la scomparsa alla polizia. Ma Shivam resta uno dei missing children indiani.A Delhi, la capitale , ogni giorno scompaiono 14 bimbi, rapiti da bande criminali che battono i quartieri più diseredati della città. I bambini vengono venduti dagli orchi come manodopera da tenere in schiavitù o per farli prostituire. Ma sottovoce si mormora anche di più sconvolgenti traffici di organi.Alcune organizzazioni umanitarie mettono sotto accusa il governo. Secondo il dottor Sahay, direttore di Smile Foundation, ong che di occupa dei diritti dell'infanzia, le autorità non fanno abbastanza contro il traffico dei bambini, considerati cittadini di seconda classe."A 60 anni dall'indipendenza, tutto ciò che riguarda i bambini assume un peso relativo nella prospettiva del governo".Qualche rapimento ha avuto un lieto fine. Il 12enne Sharat Kumar era stato sequestrato in un furgone e portato nel cortile di una casa prima di essere salvato da un gruppo di ragazzi più grandi che passavano per caso."Un uomo mi ha rapito e mi ha legato a un albero dicendo che sarebbe tornato con altri bambini. Dei ragazzi che passavano mi hanno visto e mi hanno riportato a casa. Ma oggi ho ancora degli incubi".Sharat è uno dei pochi fortunati. Ma prima che le autorità riescano a sgominare la tratta degli innocenti, migliaia di bambini e bambine in India continueranno a sparire nel nulla.(Immagini Afp)