Tripoli, (Tmnews) - Le donne della Libia vogliono avere più voce sulla rinascita del Paese. A un anno dalla morte del colonnello Gheddafi le donne si sentono ancora delle emarginate nella vita politica e sociale. Qualche porta è stata aperta ma la strada per una vera emancipazione è lunga, spiega Alaa Murabit, una ex studentessa che ha fondato l'associazione attivista "La voce delle donne libiche". "Se non abbiamo alcun potere decisionale - sottolinea - né un'influenza finanziaria sarà difficile offrire un contributo alla vita sociale del Paese. Oggi in Libia tutti i ruoli chiave sono ricoperti da uomini". Majida Fallah, è una delle 33 donne elette in Parlamento, con i Fratelli Musulmani. "Tutte le leggi che sono ingiuste contro le donne - spiega - dovrebbero essere riviste secondo la sharia islamica che sarà la base principale della legislazione nella costituzione". L'attivismo si estende oltre Tripoli. La rivoluzione è nata a Bengasi e qui si trova il Centro libico per lo sviluppo e i diritti umani. La fondatrice del Centro Hana Sachik El-Gallal. "I diritti delle donne non saranno mai assecondati dal governo - ha detto - si affermeranno solo attraverso le lotte della società civile".La rivoluzione ha spazzato via 42 anni di repressione dei diritti civili. Ma la lotta per le donne libiche sembra tutt'altro che finita.