Parigi, (TMNews) - Era il 22 agosto del 1962 quando l'"Organisation armée secrète", un gruppo estremista paramilitare francese, tentò di uccidere il presidente francese Charles De Gaulle. A 50 anni dall'agguato, ricostruito in un romanzo di Frederick Forsyth e in un film di Fred Zinnemann, "Il giorno dello sciacallo", uno degli ultimi attentatori sopravvissuti, Lajos Marton, dichiara di non avere alcun rimorso."Al mio processo il generale chiese se avevo qualcosa da dire in mia difesa. Io risposi 'Niente, mi dispiace solo che l'operazione non sia riuscita'"Sullo sfondo dell'attentato c'è la guerra per l'indipendenza dell'Algeria, una nazione che gli estremisti dell'Oas volevano rimanesse francese."Io non dico che non avremmo dovuto lasciare l'Algeria - dice Marton - ma che non avremmo dovuto farlo a certe condizioni"."Non c'è una sola ragione per cui l'attentato è fallito - continua ricordando quel giorno di 50 anni fa - di sicuro contribuì la mancanza di soldi, altrimenti avremmo avuto macchine e armi più moderne".Il commando scaricò centinaia di proiettili contro De Gaulle e la sua auto presidenziale che l'autista riuscì comunque a far ripartire nonostante due gomme a terra.(Immagini Afp)