L'Aquila, (TMNews) - A tre anni dal terremoto in Abruzzo che ha ucciso 309 persone e ha segnato l'anima di un territorio, L'Aquila sogna di uscire dall'incubo più ecologica, innovativa e smart. D'altronde i numeri parlano di una ricostruzione ancora tutta da inventare. Su 67.500 sfollati, poco più della metà è tornato a casa.Dunque, sembra arduo il compito di far rinascere una smart city, attenta all'inquinamento e alle persone, ma ci sono gruppi che ci lavorano da anni come "Collettivo99", associazione di giovani tecnici aquilani. Fra loro Marco Morante, architetto, secondo cui bisognava cominciare da subito."Si sarebbero risparmiati molti soldi perché queste sono opere che vengono tolte via, considerate che puntellamenti di questo genere costano nell'ordine del milione di euro".Il centro storico dell'Aquila è il luogo che porta le ferite più evidenti. Per l'assessore all'ambiente Alfredo Moroni proprio da qui bisogna ripartire."E' previsto nel nostro piano urbano della mobilità. Una città nuova moderna innovativa ma che conferma la sua storia e la sua identità".Un sogno che fa bene al futuro dell'Aquila seppur lascia scettiche le famiglie che ancora vivono in alloggi provvisori, quasi 22mila persone che ancora non possono e non riescono a programmare un futuro.