Marsiglia (TMNews) - L'Algeria festeggia i 50 anni dell'indipendenza ottenuta dalla Francia nel 1962 ma la storia sembra avere dimenticato la tragedia dell'esodo forzato di un milione di pied-noir, la comunità europea stabilitasi in Algeria da quattro o cinque generazioni. Il più grande esodo di massa dell'epoca, ricordato dalla storico marsigliese Jean-Jacques Jordi davanti al monumento ai rimpatriati scolpito nel 1972 su richiesta del sindaco socialista di Marsiglia per antonomasia, Gaston Deferre."La partenza venne organizzata in maniera precipitosa. Ai pied-noir era rimasta una scelta sola, come diceva allora l'Fln algerino: la valigia o la bara. Si trattava di persone che avevano vissuto da tre, quattro o cinque generazioni in Algeria, persone che sbarcavano in Francia nella più completa miseria".La stampa di tutto il mondo, nonostante le strazianti immagini di quell'esodo biblico che comprendeva anche tutta la comunità ebraica algerina, li dipingeva come "coloni", sfruttatori coloniali che si erano arricchiti alle spalle degli algerini. Si trattava in realtà dei cosiddetti petits blanc, un proletariato che si lasciava alle spalle tutto quello che possedeva, un lavoro in fabbrica, un garage, un piccolo negozio di frutta."Pied-noir oggi è diventato più un'origine che un'identità: il più giovane dei pied-noir, oggi, ha 50 anni. Perché per dirsi veramente pied-noir bisogna avere vissuto in Algeria e provato sulla pelle il dramma del lancinante sradicamento. Ora resta l'Algeria, la terra natale che non si può dimenticare, l'Algeria di oggi, un'altra terra, un altro paese".(Immagini AFP)