Pechino (TMNews) - Mentre il Partito comunista cinese celebra il proprio 18esimo Congresso e si prepara la transizione dalla quarta alla quinta generazione di leader, al crescita di Pechino continua a rallentare, ed emergono le zone d'ombra del miracolo cinese. Una di queste è rappresentata dai lavoratori migranti, che si trasferiscono nelle grandi città in cerca di occupazione e, soprattutto opportunità. Ma la realtà è, almeno per ora, ben più triste e la famiglia di Guo Jigang è costretta a vivere in un monolocale."Quando siamo arrivati a Pechino nel 2009 - racconta - l'affitto per la casa era poco più di 15 dollari al mese. Ora è cinque volte più alto".Negli ultimi decenni milioni di persone si sono spostate dalla campagna alle città e molti di loro sono riusciti a uscire dalla povertà. Ma oggi questo movimento sociale sembra essersi interrotto, e il divario tra i ricchi e i poveri si è ampliato. E gli obiettivi della famiglia di Guo sono contingenti."Chi non vorrebbe una casa più grande - spiega la moglie dell'uomo - ma per farlo mio marito deve lavorare duro. Io non ho alcun reddito e sto a casa a occuparmi di mio figlio".Al centro della vita di Guo c'è dunque la famiglia, tanto che un secondo figlio è in arrivo, nonostante la multa da mille dollari che si deve pagare per la violazione della regola del figlio unico. E forse questo ottimismo serve anche a spiegare i sogni per il futuro di questi cinesi che ancora non hanno beneficiato del grande boom economico."Spero - conclude Guo Jigang - che presto avremo la nostra casa e un negozio. Mio figlio andrà a scuola e io sarò fuori a lavorare, aiutando a costruire case per i miei famigliari".I sintomi del malessere delle classi più povere in Cina, e anche di un certo dissenso verso le politiche dei leader del partito si cominciano dunque a sentire. E non ascoltarli potrebbe essere molto pericoloso.