Roma, (TMNews) - La Polonia, più di altri paesi dell'Europa orientale, sta cercando una strada per diminuire le importazioni energetiche, soprattutto dalla Russia, e punta con grande determinazione sullo "shale gas", ovvero il metano che si può estrarre dalle profondità con la tecnica della fessurazione chimico-fisica delle rocce. Obiettivo: liberarsi dalla dipendenza dalla Russia. "E' certamente una opportunità per la Polonia, se andrà a buon fine, di incrementare la sua sicurezza energetica, e sicuramente anche per la crescita economica e per il lavoro", afferma John Claussen, manager della Chevron, una delle imprese già attive nel Paese. "Potrebbe cambiare la mappa del mercato energetico in Europa", afferma Beata Stelmach, deputato del ministero degli Esteri in Polonia. Ma sul tema non mancano polemiche. Soprattutto sull'impatto ambientale e sulle ricadute ambientali per sostanze chimiche che verrebbero rilasciate dal gas scisto. "Certamente questa procedura solleva dei dubbi - spiega questo geologo - tuttavia è importante ricordare che negli Stati Uniti già migliaia di siti hanno utilizzato questo sistema. E ciò significa che gli americani e altre imprese hanno una esperienza importante in estrazione di shale gas. Ci sono stati solamente un paio di incidenti. Dunque, se guardiamo alle statistiche, sono a favore dell'esplorazione".