Marsiglia (TMNews) - Da noi si si chiama "bocce", ma il sapore è vagamente parrocchiale o da circolo di dopolavoro. Se lo rinominate petanque, assume invece un fascino transalpino e tres chic. Ma l'obiettivo del gioco resta sempre quello: segnare punti piazzando la propria boccia più vicina al pallino di quella dell'avversario. Se poi il pallino in legno lo chiamate "but" o "cochonnet" (maialino), "petit" (piccolino), bouchon (tappo) o magari gari in provenzale, avrete una federazione nazionale con 380mila tesserati e una internazionale con 566mila atleti ripartiti in 66 nazioni.Il trionfo della petanque si sta svolgendo a Marsiglia, sede del 51esimo campionato internazionale con oltre 20 nazioni partecipanti. Lo sport attira specialisti e appassionati anche dall'estero, specialmente dai paesi francofoni. Alain Samson Mandimby, della squadra nazionale del Madagascar, non ha dubbi:"Marsiglia è la prima città al mondo per la petanque. Trovi un campo a ogni angolo. È lo stesso in Madagascar, in ogni villaggio c'è un campo dove tutti possono giocare".Un copione che si ripete anche in Tunisia come racconta Mohammed Gassa, nazionale tunisino."Tutti giocano alla petanque in Tunisia. Beh forse non proprio tutti ma è un gioco popolare da anni. Abbiamo dei grandi club che hanno vinto il campionato del mondo e i nostri campioni possono competere tranquillamente anche in Francia.Ora il mondo resta in trepidazione per sapere chi sarà la prossima nazionale campione del mondo di bocce. Pardon, di petanque (Immagini AFP)