Milano, (TMNews) - No alla violazione della privacy dei dipendenti: Facebook si schiera contro le aziende che chiedono i dati di accesso ai social network, password comprese, ai candidati per un posto di lavoro, in modo da studiarne il profilo. Una pratica sempre più diffusa negli Stati Uniti: è successo a Robert Collins, che in un colloquio al Department of Corrections del Maryland si è sentito chiedere la password di Facebook, e l'ha rivelata per paura di non avere il posto."Io ho chiesto a cosa servisse, cosa cercassero. Cercavano messaggi, guardavano la bacheca, per capire attraverso le foto e i post che non fossi coinvolto in attività illegali. Ero mortificato" racconta Robert, che poi ha lasciato il lavoro e ha denunciato l'accaduto all'American Civil Liberties Union, organizzazione in difesa dei diritti civili.Da allora la politica dell'istituzione è cambiata, chiede a chi fa un colloquio di entrare volontariamente su Facebook. Ernin Egan, responsabile della privacy del social network, avverte che "i datori di lavoro che si comportano così rischiano provvedimenti legali". I legislatori del Maryland stanno pensando di rendere la pratica illegale per legge, negli Stati Uniti si comincia a parlare anche di un provvedimento a livello federale per scongiurare il fenomeno.