Dakar, (Tmnews) - I filmaker senegalesi si ritrovano ogni giorno di fronte a questo cinema di Dakar. Quel che resta del Liberté, come di molte altre sale derelitte della capitale, è l'immagine di cosa è oggi la settima arte in Senegal."Eccola la fabbrica dei sogni - spiega la regista Mariama Syla - ecco la fabbrica delle idee. Noi vogliamo una possibilità". I giovani registi hanno formato un collettivo di indignati per chiedere al governo un intervento. Omaggiato e premiato nei festival di tutto il mondo, il cinema senegalese è stato all'avanguardia in Africa negli anni '60 e '70. Poi una grave crisi del Paese ne ha sancito una morte lenta. Oggi il cinema è stato completamente abbondanto dal governo.I film locali di qualità sono assai rari. Ottanta cinema a Dakar sono stati chiusi negli ultimi anni. Mamadou Ndiaye, un regista senegalese vincitore di un premio al Festival del cinema panafricano, non è mai riuscito a mostrare il film nel suo Paese. "Ogni senegalese che realizza un film - spiega - vorrebbe che la sua gente lo vedesse. Soprattutto quando parla del nostro Paese. Tutto questo è molto triste, bisogna fare qualcosa con urgenza"Nel 2002, era stata varata una legge che avrebbe dovuto assicurare una rinascita dell'industria. Ma dopo dieci anni non sono mai state applicate le misure previste, tra cui quella della creazione di un centro nazionale della cinematografia. E intanto il cinema senegalese continua il suo inesorabile declino.