"Non ci sono differenze tra giovani e vecchi, o tra uomini e donne: tutti noi stiamo qui come una persona sola e la nostra speranza è che le cose cambino". Siamo nel Bharein, piccolo stato del Golfo persico, da oltre un anno attraversato da una rivolta popolare guidata dalla maggioranza sciita che chiede riforme alla dinastia sunnita dei Khalifah.Nel suo rapporto annuale Amnesty International mette a fuoco la drammatica situazione della popolazione in questa isola che ospita la quinta flotta della Marina militare degli Stati Uniti: Said Boumedouha, di Amnesty: "Puroppo vediamo che la situazione dei diritti dell'uomo nel Bahrein è pesantemente cambiata"."Sono andato nell'ospedale di Sulmaniya ed ho visto cose terribili". "La polizia mi ha circondato e mi hanno legato da dietro. Mi hanno stretto forte le mani, poi hanno cominciato a picchiarmi". "Tra i responsabili delle violazioni dell'anno scorso ci sono stati anche da funzionari di alto grado, ma finora nessuno è stato incriminato".Salil Shetty, segretario generale di Amnesty, lancia per questo un appello ai leader mondiali: "Le popolazioni di questi paesi chiedono la fine della repressione, il rispetto dei loro diritti, giustizia al posto del profitto. Non deludete questa gente. Se fate questo sarete giudicati".