Pechino (TMNews) - Crescita ridotta, stabilità sociale nelle campagne e nuovi sforzi in campo militare. Sono queste le linee guida della politica cinese per il 2012, anno chiave per la conferma di Pechino al centro dello scacchiere geo-economico globale.Il premier Wen Jiabao, rivolgendosi al Parlamento, ha fissato l'obiettivo per la crescita per quest'anno al 7,5%, dato stratosferico se visto dalla prospettiva europea, ma che rappresenta un significativo rallentamento rispetto al +9,2% del 2011. La leadership comunista interpreta questo calo come un indice della volontà di "accelerare la trasformazione del modello di sviluppo" del Paese. E Wen si è anche schierato dalla parte dei contadini, i cui diritti sulla terra, secondo il premier, non devono essere violati con gli espropri. L'obiettivo è quindi una maggiore stabilità, perché il nodo delle diseguaglianze sociali nella Cina contemporanea è particolarmente sentito."Si parlerà molto - spiega Barry Sautman dell'Università di Hong Kong - del tema della diseguaglianza nella società cinese. Questo è probabilmente il problema più importante con cui il regime si deve confrontare". Perché se il mito del successo economico è penetrato profondamente nella cultura della nuova Cina, restano significativi punti di frizione. "Per i cinesi - aggiunge il docente - è molto importante vedere che non ci vengano fatte ingiustizie. Ed è molta diffusa la sensazione che fare ricchezza in poco tempo sia ingiusto".Come spesso accade, quando la situazione sociale si complica, i regimi autoritari puntano sui muscoli. E per il 2012 Pechino annuncia anche un aumento del budget militare, che salirà fino all'11,2%. In un'ottica di sfida globale alla potenza statunitense che sembra essere la definitiva caratteristica della geopolitica dei prossimi anni.