Crotone (TMNews) - Probabilmente passerà alla storia come la "Stele di Crotone"; si tratta di una pietra di una decina di centimetri, utilizzata come talismano da un viaggiatore egiziano approdato a Crotone tra il 378 ed il 341 avanti Cristo. Il suo vero nome è "Stele di Horus sui coccdrilli; trafugata da un tombarolo negli anni '70 e finita nalla raccolta di reperti egizi del Castello Sforzesco di Milano, è ritornata definitivamente a Crotone dopo 35 anni. Simonetta Bonomi, soprintendente ai Beni archeologici della Calabria. La stele è stata confiscata dai Carabinieri di Cosenza e, dopo una serie di analisi tecnico scientifiche è stata affidata al Museo archeologico di Crotone. Raffaele Giovinazzo, capitano del nucleo tutela patrimonio culturale dei carabinieri. La stele, in basalto scuro, ha due facciate. Su una è riprodotto il Dio Horus fanciullo, mentre sul retro ci sono 14 linee di incisioni in geroglifico.