Torino, (TMNews) - L'Italia in crisi riscopre i sapori della tradizione. Il piacere della buona tavola è iscritto nel Dna degli italiani e anche quando le difficoltà economiche impongono rinunce, difficilmente si sacrifica il gusto. In questo ritorno al passato a dominare è il cibo da strada, che ha fatto la storia gastronomica dello Stivale ed ora risulta un buon compromesso tra le esigenze del portafoglio e quelle della gola. La tendenza non è sfuggita agli organizzatori dell'ultima edizione del Salone del Gusto di Torino dove c'è un'intera area dedicata alle cucine di strada: dalle panelle siciliane alla focaccia genovese, un pieno di bontà che ha attratto centinaia di visitatori disposti a lunghe code pur di addentare una calda piadina romagnola, o di stuzzicare l'appetito con croccanti olive ascolane. Immancabile la pizza napoletana, cibo da strada per eccellenza nella versione originale, piegata a libro. Dimenticate dunque i sapori industriali dei fast food: il cibo "on the road" è il recupero di un'antica saggezza culinaria che è tutt'altro che fast. Sul consumo ognuno fa come vuole, ovvio, ma questi piatti sono sicuramente slow nella preparazione. Ne sa qualcosa Gabriele Bonci, che con la sua pizza romana a lenta lievitazione è diventata una vera e propria "divinità" per gli appassionati del genere. E non è un caso, se anche una storica azienda come Ferrero, al suo debutto quest'anno al Salone del Gusto, festeggi il quarantesimo compleanno di Estathè proprio con un tour ideale tra i cibi da strada italiani in abbinamento alla bevanda dal gusto naturale che apparve per la prima volta sul mercato nel 1972.