Milano, (TMNews) - Una piantagione d'alberi, nel cuore di una terra arida e sabbiosa. Lunghi filari di eucalipti, palme e ulivi: oggi sono queste le armi in mano al popolo iracheno di Kerbala, città santa dell'Islam scita a sud di Bagdad, nella sua guerra contro la desertificazione. Il fenomeno colpisce duramente l'Iraq il cui ambiente naturale ha dovuto subire lo stress prolungato di diversi, ininterrotti e devastanti conflitti.Amal Eddine al-Her, attuale governatore della provincia di Kerbala ed ex direttore del dipartimento di Agricoltura della provincia, sottolinea un impegno di lunga data."Da oltre 30 anni l'Iraq sta combattendo contro la desertificazione e quello che abbiamo realizzato a Kerbala è uno dei progetti più ambiziosi e riusciti del paese".Su tutto il territorio nascono nuovi progetti per limitare l'avanzata quasi inarrestabile del deserto, causata dalla penuria d'acqua e dalle tempeste di sabbia, sempre più numerose e violente.A Kerbala il progetto "Cintura verde" è cominciato nel 2006 e da allora sono stati piantati più di 120mila alberi. Numeri che parlano da soli: 62mila ulivi, 20mila palme, 37mila eucalipti e 4.200 tamarindi, alberi selezionati per la loro resistenza e i frutti che producono a breve termine. Kerbala spera di allargare così la barriera di protezione fino a un chilometro. Un progetto pilota fondamentale per il paese. Secondo le ultime stime diffuse dall'Onu, infatti, l'Iraq, che vanta solo il 28% di terra coltivabile, perde circa 25mila ettari ogni anno per il degrado del suolo.(Immagini Afp)