Baghdad, (TMNews) - Una carenza cronica di infrastrutture, migliaia di persone senza accesso ad acqua ed elettricità e il pericolo di attentati mai del tutto scomparso. E' l'Iraq ad un anno dalla partenza dell'ultimo convoglio di soldati americani che hanno lasciato il Paese nelle mani delle forze irachene. Nonostante la guerra interconfessionale non insaguini più il Paese, gli attentati sono ancora frequenti. Solo nel mese di novembre 2012 sono morte 166 persone in diversi attacchi."Noi non abbiamo vissuto nessun cambiamento durante l'occupazione o dopo - dice Abou Mohammed un venditore del mercato di Baghdad - Prima c'erano delle esplosioni e ora ce ne sono ancora tutti i giorni. Stessa cosa per la disoccupazione e gli altri problemi di cui gli iracheni soffrono ogni giorno".L'accusa rivolta agli americani oltre a quella di aver dichiarato guerra al regime di Saddam con la giustificazione delle armi di distruzione di massa, poi rivelatasi infondata, è quella di non aver fatto abbastanza per il paese."Sono venuti per obiettivi precisi - dice Karim Gata, sarto - e il petrolio è uno dei principali"."Io voglio dire agli americani una cosa - gli fa eco l'ambulante Abed Alayan - gli inglesi hanno occupato il paese negli anni 20 e sono stati migliori di loro, hanno costruito ponti e strade. Loro non hanno costruito niente, hanno solo preso e ci hanno lasciato con il nostro dolore e le nostre ferite".(Immagini Afp)