Mumbai (TMNews) - Social network e motori di ricerca al centro delle polemiche in India: i cittadini hanno trascinato 21 imprese hi-tech, comprese Facebook, Google, Microsoft e Yahoo!, davanti ai tribunali e chiesto che si blocchi la pubblicazione del materiale offensivo prima che vada online. Tra loro il giornalista Vinay Rai."Il contenuto di questi siti minaccia l'unità nazionale, molte immagini del profeta Maometto sono oscene, le immagini di dei e dee indu volgari, questo offende il sentimento religioso". Il timore è che la rappresentazione sbagliata di immagini sacre inneschi disordini, come le proteste scoppiate nel 2006 quando un giornale danese pubblicò le vignette di Maometto."Non permetteremo che i sentimenti religiosi di gran parte della popolazione siano danneggiati" ha detto il ministro delle comunicazioni, smentendo però che l'India intenda censurare Internet. Un argomento delicato, che potrebbe attirare vaste critiche sulla classe politica della più grande democrazia al mondo, dove sempre più persone accedono a Internet.01.23 - 01.36"Il governo fa pressione sui big della tecnologia perchè non mostrino i contenuti che possono essere offensivi, come in Cina, e questo alimenta i timori: la selezione è l'anticamera della censura" spiega l'avvocato Apar Gupta. Il governo precisa: cerchiamo solo di proteggere la nostra gente, non di ostacolare la libertà di parola.