New Delhi (TMNews) - In un'India che cambia velocemente e punta sulla modernizzazione e la tecnologia, c'è però un settore che lotta consapevolmente per restare aggrappato alla propria tradizione millenaria. E' quello dei profumi, che nella remota città di Kannauj, nello Stato di Uttar Pradesh, ha ancora oggi la sua storica capitale. "Le nostre rose - spiega un esperto di aromi - sono molto popolari, perché le condizioni del suolo e dell'ambiente sono le migliori e anche il clima è perfetto per la contivazione dei fiori".Una volta raccolti, i petali e le foglie vengono sottoposti a un processo di distillazione con il vapore che è vecchio di migliaia di anni. E per arrivare a produrre il celebre profumo Attar occorrono mesi. Un tempo che si espone per sua stessa natura alla concorrenza di più rapide ed economiche alternative chimiche. "Queste non possono competere con i metodi tradizionali - argomenta il direttore di una distilleria di Kannauj - le persone esperte di profumi colgono immediatamente la differenza. Noi non useremo mai i nuovi metodi, non importa quanto denaro si sia investito nei macchinari moderni, il prodotto sarà sintetizzato, non naturale".La sfida della modernità, e del commercio, è stata comunque lanciata, e il mercato a cui si rivolgono questi profumi senza alcol è vastissimo, dato che l'Islam proibisce l'uso di fragranze alcoliche. E l'eterno confronto tra tradizione e innovazione si rinnova una volta di più nel cuore di una nazione che è un continente, tanto dal punto di vista geografico quanto da quello spirituale.