Odessa (TMNews) - Odessa, il più importante porto sul Mar Nero dell'Ucraina, è nata per volontà dell'imperatrice Caterina 218 anni fa. Strategicamente è un volano per l'economia ucraina che vanta un formidabile export di grano e acciaio. Ma da qualche tempo la maggior parte delle gru da carico di Odessa sono immobili per via della crisi economica globale. A cui si somma il pesante fardello degli anni del comunismo: nonostante il crollo del Muro di Berlino, nell'Ucraina indipendente la maggior parte dei porti infatti è ancora di proprietà statale. Ora si intravedono i primi segnali di cambiamento: il Parlamento ucraino ha approvato una legge che consente la proprietà privata per alcune infrastrutture, ma le imprese di stivaggio ancora non possono decidere i prezzi.Le strutture portuali ucraine sono più burocratiche e meno competitive rispetto all'offerta mondiale, spiega Svetlana Koblyanskaya, consulente del governo di Kiev. Uno scenario che deve cambiare visto che il porto di Odessa ha perso il 40% del transito rispetto a 10 anni fa.Ma secondo Yuri Vaskov, direttore dello scalo ucrino, il coinvolgimento dello stato non può essere cancellato in quattro e quattr'otto."È necessario lasciarsi alle spalle prima di tutto la gestione statale delle tariffe di stivaggio. Ma non potrà essere fatto in poco tempo"Vent'anni dopo il crollo del comunismo e la frantumazione dell'Unione sovietica, i porti ucraini stanno ancora cercando di recuperare il tempo perduto per mettere a frutto tutto il loro formidabile potenziale.