Kartoum (TMNews) - Il Sudan senza pace, le violenze non si placano e migliaia di profughi continuano a lasciare il Paese, tentando di trovare riparo nei campi di accoglienza del Sud Sudan, spesso dopo viaggi molto difficili che durano anche diversi giorni. Sadique è un ragazzo fuggito dal proprio villaggio, costantemente bombardato dalle forze sudanesi. "La ragione per cui scappiamo - racconta - è che la vita lì è diventata impossibile. Recentemente eravamo anche privi di cibo e si pativa la fame. Per questo me ne sono andato".I campi profughi sono stati concepiti per ospitare un numero limitato di persone, e per periodi brevi. Ma ora il flusso di sfollati assume portata sempre più grande. E gli operatori umanitari sono preoccupati. "La situazione della sicurezza nella regione - spiega Kitty Paulus, direttrice del campo di Gendressa - non è migliorata negli ultimi sei mesi e adesso, con la fine della stagione delle piogge, ci aspettiamo molti nuovi arrivi".La saturazione dei campi, però, è vicina e per fronteggiarla evitando di sommare tragedie a tragedie occorre preparazione. "L'afflusso di altre migliaia di persone - spiega il cooperante Adrian Zimmerman - implicherebbe una grande operazione logistica. Le organizzazioni umanitarie dovrebbero essere preparate".Una preparazione che, finora, la comunità internazionale non ha dimostrato nei confronti di una crisi che dura da anni e che sta straziando ulteriormente una delle regioni più povere del mondo.