Napoli (TMNews) - Il diavolo nel presepe: chiamiamola provocazione o forse anticonformismo. Fatto sta che dare un corpo agli angeli come ai demoni, all'eterna lotta tra il bene e il male è diventato il tratto distintivo dei fratelli Scuotto, famiglia d'artigiani napoletani, maestri presepiali per scelta e non per vocazione."Noi non abbiamo una tradizione di famiglia, quindi inserendoci in un campo che è fatta di tante realtà da anni, secoli se vogliamo, forse siamo riusciti a portare anche un po' di innovazione in questo settore che era un po' stantìo. Forse è stato meglio cominciare da zero e avere orizzonti diversi da quelli che erano i paletti tradizionali".Gli orizzonti diversi sono forse un concetto di "arte presepiale" che valica quella stereotipata, legata alle figure dell'Ottocento napoletano. Nella "Scarabattola", la bottega di via San Gregorio Armeno, a Napoli la famiglia Scuotto combatte la crisi a colpi d'innovazione, di sperimentazione, di libertà e tra pastori, angeli e demoni, spuntano figure da incubo e surreali pulcinella velati."Proprio questa libertà ci ha lasciato con più lucidità anche i linguaggi dell'arte contemporanea dove poi assimiliamo le notizie e cerchiamo di parlare quel linguaggio e evolvere una tradizione un po' mortificata nell'ultimo periodo dove la copia pedante, ottocentesca, seriale in qualche modo non ha alimentato la vivacità che dev'essere propria di un settore così creativo.