Rio de Janeiro (TMNews) - Sono passati 64 anni dall'ultima volta che il Brasile ha ospitato i Mondiali di calcio e altrettanti dalla drammatica, per i brasiliani, sconfitta in finale con l'Uruguay al Maracanà. Una ferita che ancora brucia. "Quello che accadde al Maracanà nel 1950 - ricorda un anziano tifoso - fu una grande delusione per noi. Tutti i brasiliani sognavano la Coppa del Mondo e la finale persa fu una tragedia".Per dimenticare quello che viene chiamato il "Maracanazo", il Brasile oggi scommette sugli imminenti Mondiali. E il vice ministro dello sport, Luis Fernandes, parla con ironia, ma indica un obiettivo preciso. "E' una maledizione che ci perseguita da 64 anni - spiega - ora, se vinceremo la Coppa del Mondo del 2014 esorcizzeremo quello spettro e potremo tutti respirare meglio".La storia di quella celebre finale è stata recentemente raccontata anche in un documentario. Tra il pubblico Alcides Ghiggia, ex calciatore uruguaiano che era in campo quel giorno. "Spesso - ha ricordato - mi chiedono come abbia fatto un Paese piccolo come l'Urugauy a vincere così tanti titoli. Ma noi viviamo per il calcio, lo amiamo e lo giochiamo fin da bambini. Per questo siamo così bravi".Oggi, però, i brasiliani sono i super favoriti, Spagna permettendo, e tutto il Paese spera di non dover più rivivere un "Maracanazo". Una volta è stata più che sufficiente.