Hong Kong, (TMNews) - Un brivido di freddo che corre lungo la schiena. Una sensazione comune all'interno dei grattacieli di Hong Kong, dove durante l'estate non si risparmia sull'aria condizionata: la temperatura di solito è intorno ai 18 gradi, e costringe a indossare la giacca. Ma la situazione, nella metropoli, sta cambiando, come spiega Donald Ng, capo dell'Environmental Protection Department: "Abbiamo stabilito un range tra i 24 e i 26 gradi di media. Secondo alcuni studi internazionali è la temperatura alla quale ci si sente a proprio agio". Due le motivazioni del cambio di rotta: il risparmio energetico e quello economico. L'energia elettrica costa e lo spreco inquina. L'associazione Friends of the Earth, che conduce da tempo una battaglia in questo senso, bolla l'iniziativa come pubblicità. "Qui non ci sono leggi che obblighino a risparmiare energia, e non ci sono incentivi che stimolino a farlo" spiega Melania Chau. Per dimostrarlo basta fare un giro per i negozi con un termometro: così si scopre che la temperatura interna è di 22,5 gradi, dieci in meno di quella esterna e tre del limite. Il dito degli ambientalisti è puntato contro il governo, che fornisce energia elettrica alle grandi imprese a metà del prezzo normale, per stimolare gli investimenti. I negozianti non sembrano rispettare il divieto, ma per Ng non è un buon motivo per desistere: "L'importante è creare una consapevolezza sul risparmio energetico: questo è uno dei modi per riuscire nell'intento".