Milano (TMNews) - Questo eccezionale reportage di Cnn nella Siria settentrionale documenta la situazione dei prigionieri nelle mani dei ribelli. In questa ex scuola sono detenuti 112 prigionieri. Nell'affollata aula che viene mostrata si trovano 40 persone. Per i ribelli si tratta di membri della Shabiha, la temutissima milizia filo-governativa. Un prigioniero che stenta a tenersi in piedi viene portato davanti alla telecamera e gli viene ordinato di togliersi la camicia. Sul petto tatuaggi dei volti della famiglia Assad tradiscono le fedeltà del prigioniero. Sulla schiena messaggi che inneggiano a Hezbollah. Qualcuno ha aperto profondi squarci sulla faccia tatuata di Bashar Al Assad.Il prigioniero è uno shabiha che picchiava i dimostranti, spiega il secondino che si fa chiamare Abu Hatem. Quando gli viene chiesto delle ferite sul petto del prigioniero Abu Hatem se ne esce con una risposta sconcertante. "Quest'uomo ha confessato i suoi crimini, spiega, e si è deliberatamente ferito perché voleva donare sangue alla causa dei ribelli" Il clima nel carcere improvvisato testimonia la ferocia della guerra civile in corso. Un altro prigioniero, forse un altro shabiha, trema davanti alla telecamera, lanciando occhiate terrorizzate ogni volta che apre bocca. Racconta di essersi arruolato per pagare il parto cesareo alla moglie e di essere stato catturato dopo cinque giorni di servizio.La guerra civile in Siria non lascia intravedere una soluzione a breve e sta scavando, giorno dopo giorno, un solco di odio e di sangue che sarà difficile riempire senza altre sofferenze, da una parte e dall'altra.