Amman, (TMNews) - Mentre il Medioriente è sull'orlo di una nuova guerra per Gaza, migliaia di persone sono scese in piazza nella capitale giordana Amman per chiedere al re Abdullah II di lasciare la guida del paese. Per ora, la polizia ha impedito ai manifestanti di raggiungere il Palazzo reale, senza innescare scontri."Continueremo a manifestare pacificamente, spiega Zaki Ben Irsheid, dirigente dei Fratelli musulmani. È un nostro diritto costituzionale e naturale e chiunque cercherà di fermarci dovrà assumersi le sue responsabilità".La protesta contro il regime giordano è scoppiata martedì scorso, dopo l'annuncio di un rincaro del 53% del prezzo del gas e del 12% della benzina. Il premier Abdullah Nsur ha giustificato le misure con l'obiettivo di ridurre il deficit di bilancio di 4 miliardi di euro."Purtroppo, il primo ministro ha una visione troppo liberale e dura dell'economia, dichiara un altro funzionario dei Fratelli musulmani, vive dentro un mondo a parte. Non si accorge della gente che vive nelle zone rurali o nei campi, delle persone più povere e diseredate".I manifestanti chiedono la fine del regime. "Il popolo vuole la riforma del regime. Abbasso Abdullah. Dio è più grande di ogni ingiustizia. La libertà viene solo da Dio. Abdullah, il tempo è scaduto" hanno scandito i manifestanti, stimati dalla France presse in oltre 10.000, davanti alla Moschea Husseini, nel centro di Amman.In Giordania gli insulti pubblici contro la monarchia sono rari perché illegali e punibili con il carcere. Ma l'autunno giordano, figlio tardivo della primavera araba, rischia di accendere un altro pericoloso focolaio di instabilità nel fragilissimo equilibrio mediorientale.(Immagini Afp)