Giappone (TMNews) - È passato quasi un anno dall'11 marzo 2011 quando la terra tremò in Giappone causando anche un devastante tsunami che causò morte e distruzione, nonché una delle crisi nucleari più gravi di tutti i tempi, con la distruzione della centrale atomica di Fukushima. Lentamente il Giappone sta provando a tornare alla normalità ma alcune abitudini sono cambiate per sempre, come la scelta degli alimenti, per non incappare in cibi contaminati dalal radioattività."Ho paura di fare la spesa al supermercato - dice questa donna - preferisco venire qui al mercatino così posso essere sicura di chi ha prodotto i cibo che compro"."E' più rassicurante - aggiunge quest'altra ragazza - guardare in faccia il contadino che ha prodotto quello che noi mangiamo".Sono molti dunque i giapponesi che, come queste donne, preferiscono i mercati per essere certi della genuinità di quello che comprano. Una buona occasione per i contadini che lavorano in zone non toccate dalla crisi, come Shoichiro che viene da Kyoto, l'antica capitale nipponica."I clienti - dice - vengono da me anche perché i miei prodotti sono originali. Guardate che bella questa rapa, è la specialità della casa ed è a forma di cuore".La situazione nella parte del Paese colpita dalla crisi nucleare, intanto, mentre la centrale di Fukushima continua a diffonedere i suoi veleni, viene costantemente tenuta sotto controllo con continue misurazioni anche se, sottolineano gli osservatori di Greenpeace, il numero di pesci contaminato è limitato. "Occorre però predisporre un efficace sistema di filtraggio - spiegano - per bloccare i prodotti contaminati prima che arrivino sul mercato".