Genova, (TMNews) - "Noi non facciamo un processo, non facciamo un libro di ricostruzione, noi dobbiamo fare un film che convinca un pubblico".Il regista Daniele Vicari rivendica il valore artistico e non solo documentale del suo film "Diaz", presentato in anteprima nazionale a Genova. Ciò non toglie che ci sia stato alla base un robusto lavoro di ricerca sugli atti processuali e sulle sentenze per raccontare la violenta irruzione della polizia nella scuola "Diaz" durante il G8 di Genova del 2001."Io non credo assolutamente come cittadini che la responsabilità sia ascrivibile esclusivamente solo alla polizia. La politica è a una distanza tale dai movimenti che non avendo strumenti per comunicare manda avanti la polizia".Il film è stato criticato proprio l'assenza del contesto politico e del racconto di quella catena decisionale portò ai fatti della Diaz. Per Vicari è stata una scelta precisa."L'elemento fondamentale del film è la sospensione dei diritti civili. E' ovvio che questa sospensione è avvenuta all'interno di un contesto più ampio".Il film uscirà nelle sale italiane il 13 aprile e avrà anche una forte distribuzione all'estero.