Roma, (TMNews) - Il gelo e la neve scoraggia la mobilitazione indetta davanti a Montecitorio degli agricoltori contro il decreto liberalizzazione. Solamente un piccolo e coraggioso gruppetto, infatti, ha affrontato le temperature polari e si è radunato davanti al Parlamento per il sit-in. Ma le attese erano ben altre: si aspettavano infatti centinaia di persone da tutta Italia, bloccate però dal maltempo. La protesta comunque si è svolta regolarmente, per dire no alla svendita del patrimonio agricolo pubblico e sì all'affitto per i giovani. Alessandro Triantafyllidis presidente Associazione italiana per Agricoltura biologica, spiega il senso del sit-in: "Ci troviamo qua per protestare contro una parte del decreto liberalizzazioni, soprattutto per la parte relativa all'alienazione dei terreni agricoli. È un'operazione di grandissima miopia da parte del governo".L'alienazione massiccia di terre pubbliche, proposta dal governo, darebbe un'occasione unica alla criminalità organizzata di appropriarsi a prezzi di favore di una parte del patrimonio messo in vendita. Come spiega Antonio Carbone, presidente Associazione Lavoratori Produttori agroalimentare. "Siamo qua per denunciare il pericolo di una operazione tutta finalizzata a far cassa, con la vendita dei beni demaniali. È un rischio perchè in un momento di crisi in cui le banche non prestano soldi a nessuno, è facile che sistemi criminali si impossessino di questo patrimonio".