il Cairo (TMNews) - Violente proteste anche al Cairo contro l'ambasciata statunitense nell'anniversario degli attentati dell'11 settembre. Ma a scatenare la rabbia è un film contro l'Islam.Migliaia di dimostranti, legati ai movimenti salafiti, gli estremisti islamisti più radicali, hanno strappato la bandiera statunitense sull'ambasciata sostituendola con un'insegna islamica. La protesta era nata sulla spinta dello sdegno provocato da un film considerato offensivo nei confronti del profeta Muhammad, prodotto da alcuni membri della minoranza cristiana copta espatriati negli Stati Uniti."Siamo qua per rifiutare e condannare l'attacco all'Islam. E siamo pronti a fare anche di più""La libertà di parola non può servire per offendere la religione e il Profeta".Una dozzina di attivisti hanno scalato il muro di cinta dell'ambasciata per porre sul pennone una bandiera nera con la shahada, la professione di fede islamica: non vi è Dio all'infuori di Dio e Muhammad è il suo Profeta. Lo slogan è stato ripreso a gran voce da tutti i dimostranti radunati fuori dalla sede diplomatica Usa.La coincidenza tra la protesta contro il film e l'anniversario dell'11 settembre è destinata a scatenare roventi polemiche. L'ambasciata statunitense al Cairo ha condannato "lo sforzo pervicace di individui traviati che vogliono offendere i sentimenti religiosi dei musulmani" mentre il vice segretario della Lega araba, Ahmed Ben Helli, ha stigmatizzato gli insulti contro il Profeta espressi nel film, offese, ha sottolineato, condannate sia dai cristiani che dai musulmani di tutto il mondo arabo. Resta comunque un fuoco che cova sotto la cenere, sin troppo facile da sfruttare per chi intende mestare nel torbido della fornace mediorientale.(Immagini Afp)