Nola (TMNews) - Ballano i gigli di Nola e ballano i nolani. Le recenti polemiche innescate dalle dichiarazioni di don Aniello Manganiello, ex parroco di Scampia, secondo cui bisognerebbe bloccare le feste popolari campane poiché molte di esse sono controllate dalla camorra, non hanno fermato i festeggiamenti per la manifestazione popolare, risalente a 2mila anni e i cittadini fanno fronte comune per difendere la celebrazione. La festa dei Gigli di Nola che per molti versi ricorda i riti pagani per la fertilità, è candidata ad entrare nel patrimonio mondiale dell'Unesco: celebra l'antico vescovo della cittadina campana, San Paolino. Una leggenda narra che si offri come schiavo in Africa al posto di un giovane nolano. Dopo che fu liberato dal re de Vandali fece ritorno in patria e il suo rientro a Nola fu festeggiato con una cerimonia che si tramanda ancora oggi, ogni prima domenica successiva al 22 giugno, giorno in cui il santo morì.