Aleppo, (TMNews) - Quando la rivolta contro il regime siriano è cominciata, Fatima Zahra non ha esitato un secondo a inviare i suoi cinque figli al fronte. Anzi, ha sposato in pieno la causa dei ribelli trasformando la sua casa di Aleppo in un rifugio, dove cura i feriti e offre da mangiare e dormire. "Ci sono alcuni beni di genere alimentare e delle medicine, sono tutti affamati e malati o feriti. Ma non abbiamo armi", racconta questa donna di quarant'anni che nell'esporsi così rischia seriamente le rappresaglie dell'esercito. "In Siria - continua - gli esseri umani valgono quanto gli animali. Abbiamo fatto questa rivoluzione contro gli oppressori e l'oppressione che subiamo". Tra i rifugiati da Fatima c'è Abou Mohamed che ha disertato due mesi fa dall'esercito regolare. "Quando ero di guardia - racconta - i miei superiori mi ordinavano di sparare a caso sulle auto in transito". Abu Fahd, 24 anni, anche lui ha disertato a Homs. "Gli ufficiali si prendevano gioco di noi. Ci dicevano che i ribelli venivano ad ucciderci e a distrugere il paese. Dopo un anno abbiamo scoperto che stava accadendo tutto il contrario". Da mamma Fatima hanno detto di sentirsi finalmente in famiglia.(Immagini Afp)