Napoli, (TMNews) - Per Bagnoli la storica sentenza del tribunale di Torino contro i vertici dell'Eternit è un pugno nello stomaco: la condanna arrivata lunedì 13 febbraio per le circa mille vittime napoletane, tra malati e morti di patologie legate all'amianto, non vale. Il collegio dei giudici ha infatti considerato prescritti i reati contestati prima del 13 agosto 1999. Una decisione che subito ha fatto scattare le reazioni di vittime e parenti sul Web: "Non esistono morti di serie A e di serie B" si legge in un forum sull'argomento. Al loro fianco si è schierata la Cgil Campania pronta a ricorrere in appello contro la decisione del Tribunale di Torino. Per il segretario regionale, Franco Tavella, infatti, la decisione dei giudici "ripaga di tante battaglie sindacali", ma "restaincomprensibile la prescrizione del reato a Bagnoli. Il giudiziorischia di apparire iniquo rispetto a quanto deciso per gli altri siti".