Milano, 27 apr. (TMNews) - La confessione è stata arricchita di alcuni particolari essenziali, tra cui anche le motivazioni, quali motivi di gelosia.Il procuratore della Repubblica di Enna, Calogero Ferrotti, riporta la drammatica confessione di Francesco Lo Presti, l'omicida di Vanessa Scialfa, uccisa dopo una lite nella casa in cui i due fidanzati vivevano da alcuni mesi. L'omicida ha raccontato agli inquirenti la dinamica dell'assassinio.Lo strangolamento con cavetto di plastica, sono quei cavi di connessione audio video che vengono utilizzati per i lettori dvd e tra l'altro anche con l'impiego di candeggina in quanto è stato rinvenuto un fazzoletto.L'assassino ha poi caricato il corpo nel bagagliaio della propria auto e lo ha abbandonato a 15 chilometri di distanza. Alla famiglia della ragazza ha detto che Vanessa si era allontanata da casa volontariamente. Una versione apparsa da subito debole come spiega il comandante provinciale dei Carabinieri, colonnello Baldassare Daidone."Da subito sono emerse delle contraddizioni, è stato sentito a lungo il giorno del 25 aprile e poi, dopo una serie di contraddizioni, abbiamo optato per il sequestro preventivo dell'abitazione"Lo Presti ha poi confessato, anche grazie ad un escamotage degli inquirenti che gli hanno fatto credere di aver trovato la ragazza ancora in vita.