Porto Said (Egitto), (TMNews) - La strage allo stadio di Porto Said ha sconvolto l'Egitto, in un momento sotrico particolarmente delicato per il Paese arabo. I testimoni degli scontri parlano di un attacco deliberato e organizzato. "E' stato tutto organizzato - spiega un tifoso - per fare che adesso le cose vadano sempre peggio, così torneranno le manifestazioni e i processi verranno interrotti"."Non capisco - spiega un altro testimone - perché la polizia non facesse niente a fine partita. C'erano già state tensioni dopo il primo tempo e sapevano che la cosa poteva degenerare. Perché non hanno fatto niente per prevenire?". "Non è la prima volta che tra le due tifoserie - aggiunge un giovane - si crea tensione. Ma non sono stati i cori a provocare più di 70 morti. E' chiaramente un complotto: la sicurezza era poca e la polizia non ha fatto nulla. Hanno fatto entrare il pubblico senza neppure fare controlli. Era tutto organizzato".Un medico, poi, fa il punto sul massacro. "All'obitorio sono arrivati 18 corpi - spiega - e la maggior parte era morta per asfissia e gravi ferite alla testa. Gli altri erano stati travolti dalla folla mentre cercavano di non venire colpiti".