Il Cairo (TMNews) - Il presidente egiziano Mohamed Morsi, esponente del partito islamista dei Fratelli musulmani, ha annunciato alcune modifiche costituzionali che aumentano i propri poteri. "Il presidente - ha dichiarato un portavoce della presidenza - può adottare qualsiasi misura per proteggere la rivoluzione: le dichiarazioni costituzionali, decisioni e leggi emesse dal Presidente sono definitive e non soggette ad appello". L'opposizione ha subito protestato, parlando di una decisione "illegittima", mentre il premio Nobel per la Pace Mohamed ElBaradei ha parlato senza giri di parole di un Morsi che si proclama "nuovo faraone", e che si pone al di sopra della legge.Intanto la fragile tregua raggiunta a Gaza è sembrata rafforzare il ruolo di Morsi come mediatore, anche con Israele. Ruolo che al momento della sua elezione appariva difficilmente pronosticabile. "Dopo l'elezione del nuovo presidente - spiega Amis Shalabi, capo del Consiglio egiziano per gli Affari esteri - ci si aspettava che i rapporti con Israele sarebbero cambiati, ma ciò non significa che la nuova amministrazione egiziana voglia il confronto o addirittura il conflitto con Israele".Rassicurazioni che, nel momento particolarmente difficile che sta vivendo il Medio Oriente, appaiono ancora fragili. E la decisione di aumentare i poteri del presidente egiziano potrebbe suonare tanto come un campanello d'allarme quanto, qualora Morsi insistesse sul ruolo di mediatore, come una notizia positiva.