Palermo (TMNews) - Un nuovo duro colpo al patrimonio riconducibile al capo di Cosa nostra Matteo Messina Denaro è stato messo a segno dalla Direzione investigativa antimafia di Trapani che ha confiscato a due imprenditori di Castellammare del Golfo, nel Trapanese, beni per un valore complessivo di oltre 45 milioni di euro.Il decreto di confisca ha colpito i beni Mariano Saracino e Giuseppe Pisciotta, prestanome del primo. Saracino è stato più volte condannato, con sentenze passate in giudicato, per associazione mafiosa, estorsione ed altri reati. Non solo nella sua attività imprenditoriale utilizzava il cosiddetto "metodo mafioso", anche nel settore degli appalti pubblici. La sua vicinanza al mandamento mafioso alcamese risale agli anni '80 e grazie a questa ha potuto espandere in modo esponenziale la sua attività imprenditoriale, economica e patrimoniale.Il provvedimento di confisca ha interessato ditte individuali e società di capitali, appezzamenti di terreno, fabbricati, veicoli industriali, autovetture e disponibilità finanziarie.